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Secondo uno studio di Microsoft, oggi un lavoratore viene interrotto in media 275 volte al giorno. Praticamente una ogni due minuti. E non si parla solo di manager o professionisti digitali, vale un po’ per tutti, ovunque. Basta usare strumenti come mail, piattaforme aziendali, messaggistica istantanea per finire risucchiati in una giornata spezzettata e nervosa. È quella che qualcuno ha già ribattezzato la “workday infinita”.⁠
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Il concetto è semplice: la giornata lavorativa non ha più un inizio né una fine chiari. Si comincia già dalle 8 del mattino con le prime #email, e si finisce spesso dopo cena con le ultime chat di #lavoro. Rispetto all’anno scorso, le #riunioni fissate dopo le 20 sono aumentate del 16%. E non si tratta di casi eccezionali: è la nuova normalità, soprattutto per chi lavora in team distribuiti su più fusi orari o ha orari flessibili.⁠
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Microsoft ha raccolto i dati di 31.000 dipendenti in tutto il mondo e il quadro è chiaro: il 33% delle persone si sente ormai incapace di stare al passo con i ritmi degli ultimi cinque anni. Le interruzioni non solo rubano tempo: ci impediscono di pensare, ci fanno saltare da un’attività all’altra senza mai concentrarci davvero. È un’illusione di produttività, che però lascia svuotati, stressati, e spesso anche meno efficaci.⁠
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I dati dicono che ogni giorno un #lavoratore in media riceve 117 email e 58 messaggi anche fuori dall’orario d’ufficio, con un netto aumento rispetto al passato. E alle 22, un terzo delle persone è ancora al computer.⁠
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Ma c’è una via d’uscita? In parte sì. Come ha scritto la psicologa del lavoro e direttrice operative di Mindwork biancamariacavallini, non sempre possiamo cambiare il sistema, ma possiamo imparare a gestire meglio il nostro #tempo e le nostre #notifiche. Possiamo decidere quando controllare le email, silenziare i #messaggi, spiegare a colleghi e clienti come preferiamo essere contattati. È quella che in psicologia si chiama meta-comunicazione: comunicare su come comunichiamo. Può sembrare banale o pretenzioso, ma spesso è l’unico modo per evitare di impazzire.

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messaggi, email, notifiche, lavoro, lavoratore, riunioni, tempo

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