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- **Posted:** 2025-11-19T09:01:01.000+00:00
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Cosa direbbe #PierPaoloPasolini alla Gen Z oggi, a cinquant’anni dalla sua morte? Forse concorderebbe sull'idea che la resistenza, oggi, non è più un gesto solitario ma un movimento collettivo, capace di costruire invece di limitarsi a denunciare. In un tempo in cui la velocità dei feed rischia di trasformare tutto in immagine, avrebbe chiesto di non lasciarsi sedurre dal rumore di fondo e di non confondere visibilità con pensiero critico.
Pasolini, che aveva previsto una società assorbita dal consumismo e dalle sue maschere, guarderebbe alla generazione di oggi non come a un esercito distratto ma come a un potenziale nuovo organismo culturale: gruppi che ragionano insieme, comunità che resistono all’omologazione, individui che scelgono la complessità invece delle risposte immediate. Il mito dell’intellettuale isolato non regge più; ciò che ha senso, ora, è la forza della rete, l’intelligenza condivisa, l’azione che nasce dal confronto. La sua eredità è una domanda che continua a graffiare: come si lotta davvero, quando il conflitto non passa più solo attraverso piazze e manifesti ma attraverso linguaggi, gesti minimi, scelte quotidiane? Quale spazio resta alla verità quando tutto sembra spettacolo? E soprattutto, chi siamo — e cosa siamo disposti a mettere in gioco — per non diventare parte dell’indistinto? Continua a leggere al link in bio e nel numero di novembre di #VogueItalia, nell'articolo a cura di _federico_chiara_.

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