“Un abito racchiude tre ricordi: la memoria del couturier che l’ha creato, quella dell’atelier che l’ha realizzato e quella della donna che lo ha indossato”. Così parlava
#AzzedineAlaïa e oggi, alla La Galerie Dior di Parigi, questa visione prende forma nella mostra “Azzedine Alaïa’s Dior Collection”.
Per quasi quarant’anni Alaïa ha compiuto un gesto quasi visionario: ha raccolto circa 20.000 pezzi (tra i quali circa 600 abiti Dior, la maggior parte creati dallo stesso
#ChristianDior) diventando pioniere nell’archiviazione della moda, quando le maison non avevano ancora compreso l’importanza di questo lavoro. Attraverso sale tematiche curate da
#OlivierSaillard, direttore della
#FondationAzzedineAlaïa, e da
#GaëlMamine e
#OlivierFlaviano, la mostra esplora le silhouette strutturate di Dior - dal taffetà “Rose des Vents” (1956) alla linea “H” del 1954, passando per l’abito “Caracas” del 1957 indossato da
#SophiaLoren - in dialogo con l’occhio architettonico di Alaïa. Documenti storici,...