Siamo il terzo Paese al mondo per riserve ufficiali di oro. Le nostre 2.452 tonnellate ci collocano sul podio dietro solo a Stati Uniti e Germania. C’è però un altra sorpresa per quanto riguarda le riserve auree del nostro Paese, perché circa il 43% (vale a dire €97,1 miliardi) non si trovano sul suolo italiano ma negli Stati Uniti.
La scelta risale al secondo Dopoguerra, quando i Paesi europei accumulavano oro grazie ai surplus commerciali con gli USA. Tenerlo a New York era considerato più sicuro, anche in caso di un eventuale conflitto con l’URSS. Ancora oggi questa collocazione è vista come un modo per diversificare e avere un accesso più rapido ai mercati internazionali dell’oro.
Per le banche centrali, l’oro è un bene rifugio. Non serve a generare interessi, ma conserva valore nel tempo ed è apprezzato in tutto il mondo. Nelle fasi di crisi economica o tensioni geopolitiche, tende anzi ad aumentare di prezzo.
Custodire una parte delle riserve all’estero riduce i rischi i...
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