Un uomo, solo, nel suo seminterrato illuminato da 1.369 lampadine. È la scena di After “Invisible Man” by Ralph Ellison, the Prologue (1999-2001), una delle opere più iconiche dell’artista
#JeffWall. Lì dove la luce non serve solo a vedere, ma a esistere. Da quella fotografia nasce un intero modo di guardare: costruire immagini che sembrano reali, ma sono orchestrate come un set cinematografico. "Preferisco parlare di cinematography piuttosto che di staged photography", racconta Wall, in occasione della mostra alle Gallerie d’Italia di Torino, dove 27 lavori ripercorrono quarant’anni di visione. "Le immagini sono silenziose per natura", aggiunge. "Mi piace che si possa guardarle e percepire ciò che manca". E forse è proprio lì, in quel vuoto, che si nasconde la potenza del suo sguardo: farci sentire vivi dentro una scena che non esiste. Scopri come visitare la mostra e l’intervista completa a cura di maranif, al link in bio.
Credits:
After 'Invisible Man' by Ralph Ellison, the Prologu...