“Bisogna far andar via gli peli che sono nella fronte, che è bruttissimo.” scriveva Caterina Sforza nel XVI secolo, quando la rasatura era un gesto di potere e la fronte alta un segno di grazia. Da allora, la storia dei capelli — e della loro assenza — racconta molto più dell’estetica: parla di controllo, di desiderio, di identità. Dal Medioevo al Rinascimento, fino all’oggi dei trapianti in Turchia e dei feed social dove ogni chioma diventa manifesto, l’idea di perdere o radere i capelli continua a oscillare tra imposizione e libertà. Lo ricorda anche
#EmmaStone in
#Bugonia, il nuovo film di
#YorgosLanthimos, dove la rasatura diventa un atto di rinascita e vulnerabilità consapevole. Forse la vera domanda è: cosa perdiamo davvero, quando smettiamo di nasconderci? Continua a leggere l’articolo di certiorli al link in bio.
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