Nel cuore dell’Africa occidentale, negli anni Ottanta, un giovane capitano di 33 anni decise di riscrivere il destino del suo Paese.
Il suo nome era Thomas Sankara, e la sua storia iniziò come quella di un ufficiale militare qualunque nell’allora Alto Volta, ex colonia francese. In pochi anni, divenne il simbolo di un’Africa libera, orgogliosa e indipendente.
Salito al potere nel 1983 attraverso un colpo di stato, Sankara avviò una delle più radicali stagioni di riforme mai viste nel continente. Nazionalizzò le terre per restituirle ai contadini, avviò campagne di vaccinazione di massa, promosse l’istruzione pubblica e la parità di genere, vietò gli sprechi nella pubblica amministrazione e impose l’austerità ai politici.
Il suo obiettivo era chiaro: costruire un Paese fondato sulla dignità e sull’autosufficienza.
Nel 1984 cambiò il nome della nazione in Burkina Faso, che in lingua locale significa “la terra degli uomini integri”.
Sotto la sua guida, il Paese visse una breve ma intens...
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