Mi ero tagliato profondamente con un coltello da cucina, sarei dovuto correre al pronto soccorso ma dalle mie parti sarebbe significato aspettare tre ore in una sala sporca. Il dito riuscivo a muoverlo, per cui non mi ero reciso i tendini.
Cercai con dei cerotti di unire i lembi di pelle che si aprivano come una cerniera, e quando ebbi finito la mano era gonfia come una zampogna. Ripulii tutto e mi guardai allo specchio.
Mai come in quel momento mi resi conto che papà era morto, e che mamma non viveva più con me. La carne lo sa.
Tratto dalla mia vita e dal romanzo «Camminando tra i fiori scalzi».
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