Tra le montagne dell’Abruzzo esisteva un popolo che Roma non riusciva né a controllare… né a comprendere davvero.
Si chiamavano Marsi.
Erano guerrieri feroci, ma la loro fama non nasceva solo dalle battaglie.
Secondo gli antichi, sapevano dominare i serpenti.
Virgilio scrive che curavano i morsi con erbe e incantesimi.
Plinio il Vecchio parla di rituali tramandati da generazioni.
Per i Romani non erano semplici montanari:
erano uomini che sembravano avere un legame diretto con la natura.
Ma i Marsi non volevano essere ricordati come sudditi.
Nel 91 a.C. guidano la più grande rivolta mai affrontata da Roma in Italia:
la Guerra Sociale.
Gli italici chiedono una cosa sola:
la cittadinanza romana.
Roma rifiuta.
E la penisola esplode.
Per tre anni si combatte ovunque.
Decine di migliaia di morti.
Più di venti legioni schierate.
I Marsi diventano il simbolo della resistenza.
I Romani li definiscono:
“Il popolo che né vincere né sopportare si può.”
Alla fine Roma cede.
Concede la c...
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