Nella storia, alcune sostanze hanno deciso il destino di filosofi, re e imperi senza mai versare una goccia di sangue. Ecco sette veleni che hanno scritto la storia.
Si parte dall'antichità. Nel 399 a.C. Atene condannò a morte il filosofo Socrate. Egli bevve una coppa di cicuta, un potente veleno vegetale, e si spense lentamente, parlando con i suoi discepoli fino alla fine.
C'è poi il veleno dei potenti. Insapore e quasi invisibile, l'arsenico fu l'arma di corti e congiure: lo chiamavano "polvere di successione". Restò impossibile da rilevare in un cadavere fino al test di Marsh, nel 1836.
A volte il veleno è quotidiano. I romani addolcivano il vino con uno sciroppo cotto in pentole di piombo. Assunto a lungo, quel metallo causava un avvelenamento lento: forse uno dei mali silenziosi dell'impero.
C'è anche la vanità. Le dame del Rinascimento usavano gocce di belladonna per dilatare le pupille e apparire più affascinanti, da cui il nome. Ma la stessa pianta, in dose maggiore, era m...
Suggested Credits
Tags, Events, and Projects