Paolo Borsellino doveva correre. Sentiva di essere vicino alla fine anche lui. Lo si capisce anche dal tono dell’intervista con Lamberto Sposini, all’epoca vicedirettore del TG5, registrata a 20 giorni dall'attentato di Via D’Amelio del 1992.
Il 19 luglio 1992, l’ultimo giorno della sua vita, Paolo
#Borsellino lo passa con tutta la famiglia riunita nella casa al mare di Villagrazia di Carini. Alle 16:30 esce dalla villa per andare a prendere la madre e portarla dal cardiologo. Ha una Lacoste azzurra, jeans, mocassini leggeri e una valigetta, dove ha le sue carte, le sigarette, il costume ancora umido e due agende: una marrone e una rossa. Sale a bordo della Croma blindata e il convoglio di tre auto parte sgommando verso Palermo.
Poco dopo il convoglio arriva in via D’Amelio. Paolo Borsellino scende dall’auto, suona il citofono al civico 21, supera il primo cancelletto. È a questo punto che l’esplosivo Semtex-H da 90 chili fa saltare in aria tutto. La strada, le macchine, il corpo del...