Li dici ogni giorno, ma dietro ognuno c'è una battaglia vera.
"Vittoria di Pirro": nel 279 a.C. il re Pirro dell'Epiro sconfisse i romani ad Ascoli, perdendo però gran parte del suo esercito. A chi si complimentava rispose, secondo Plutarco: "un'altra vittoria come questa e sarò rovinato". È il successo che costa più di una sconfitta.
"Passare il Rubicone": nel 49 a.C. Cesare varcò in armi il fiume che segnava il confine dell'Italia, un gesto che equivaleva a dichiarare guerra a Roma. Svetonio gli attribuisce "alea iacta est", il dado è tratto. È il passo senza ritorno.
"Andare a Canossa": nel 1077 l'imperatore Enrico IV, scomunicato da papa Gregorio VII, attese tre giorni in ginocchio, scalzo nella neve, davanti al castello di Canossa per il perdono. È l'umiliazione di chi deve piegarsi.
"Il tallone d'Achille": secondo il mito la madre lo immerse da neonato nelle acque dello Stige tenendolo per un tallone, rimasto l'unico punto vulnerabile. Lì una freccia lo uccise. È il punto deb...
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