Per decenni migliaia di bambine e bambini italiani hanno trascorso le vacanze in grandi strutture dove restavano per mesi, tutti insieme. Diffuse durante il fascismo, la tradizione dell’estate in colonia è continuata molto oltre il ventennio, grazie a investimenti di aziende, enti pubblici o parrocchie.
Erano luoghi di comunità, educazione e svago: settimane al mare o in montagna, tra natura, sport e vita collettiva. Oggi molte sono state dimenticate o riconvertite in alberghi. Ancora oggi, però, le colonie fanno parte della memoria di un’Italia che immaginava l’estate come un momento di crescita condivisa.
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