Nel piccolo borgo di Sant’Anna di Stazzema, in Toscana, si è consumato uno dei crimini di guerra più feroci e spietati della Seconda Guerra Mondiale in Italia. I soldati nazisti affiancati da collaborazionisti fascisti non cercavano partigiani: volevano fare un massacro e così fu. La vittima più giovane aveva appena venti giorni.
Ma l’orrore e la storia di Sant’Anna di Stazzema porta con sé una seconda ingiustizia, rimasta nascosta e occultata per decenni: la storia del cosiddetto armadio della vergogna.
Nel 1960, a Roma, all’interno del Palazzo Cesi-Gaddi, sede della Procura generale militare, centinaia di fascicoli giudiziari sulle stragi nazifasciste vengono occultati. Un armadio, posizionato in un corridoio e girato volutamente con le ante verso il muro, custodisce e nasconde per cinquant’anni le prove e le richieste di giustizia per oltre 15.000 vittime della barbarie nazifascista.
Oggi, grazie alla tenace ricerca della verità di giornalisti, uomini e donna di giustizia e pol...
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