Se hai l’impressione che il tuo stipendio valga meno di qualche anno fa non è solo una sensazione. I dati ISTAT mostrano che, nonostante gli aumenti salariali degli ultimi anni, il potere d’acquisto degli italiani non ha ancora recuperato il terreno perso con la fiammata inflazionistica del 2022 e del 2023. Tra gennaio 2019 e la fine del 2025 i prezzi sono aumentati del 23%, mentre le retribuzioni contrattuali, cioè i livelli salariali fissati dai contratti collettivi nazionali, si sono fermate a +13,2%.
Il risultato è che, anche dopo due anni di recupero, il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori resta inferiore dell’8,6% rispetto al periodo pre-pandemia. Quando bollette, affitti, mutui, carburante e spesa alimentare corrono più dei salari, la conseguenza è che con lo stesso stipendio puoi permetterti meno cose.
Se ci confrontiamo con gli altri grandi Paesi europei, rispetto al 2019, le retribuzioni lorde di fatto per dipendente, cioè quelle effettivamente ...
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