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Ci è voluto qualche anno, ma ci siamo: da ieri, il 27 settembre, la pubblicità ambientale ingannevole diventa perseguibile con multe fino al 4% del fatturato. È il quadro normativo promosso dall'Unione europea per rafforzare la tutela dei consumatori nell’ambito della transizione verde. L'Italia, infatti, ha recepito la direttiva europea Empowering Consumers for the Green Transition, attraverso una serie di modifiche al Codice del consumo che modificano le modalità con cui le imprese comunicano al mercato le proprie credenziali ambientali.⁠ ⁠ L’obiettivo della direttiva è contrastare il greenwashing e rafforzare la trasparenza delle informazioni fornite a noi consumatori. Per questo alcune affermazioni, come "eco", "green", "sostenibile", saranno multate se non saranno fornite delle prove solide a supporto. Il fenomeno del greenwashing è particolarmente frequente nel settore tessile e per questo il recepimento della direttiva da oggi implica dei cambiamenti per molte aziende. Di questo...

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