Vi domandate spesso anche voi se tutte queste persone che vogliono insegnarci la vita abbiano mai zappato la terra o almeno fatto un vero lavoro fisico?
Nel romanzo «Con le mani che sapevano di mandarino» il protagonista riscopre la bellezza della vita attraverso il contatto con la natura e il lavoro.
Molti disprezzano il lavoro fisico e chi lo svolge, io invece vi ho sempre trovato un grande appagamento personale e ho riservato la maggiore dose di rispetto ai contadini, che ci fanno mangiare col sudore della loro fronte.
Non incito alla mancanza di cultura (proprio io che me ne nutro!) ma dico solo che la vita non può essere priva di una qualche bellissima durezza. Perché se non si zappa un po’ la terra ogni tanto si corre il rischio di perdere il senso delle cose.
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