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Fra i vagoni della seconda classe, #NanniLoy installava le sue telecamere nascoste e ascoltava l’Italia autentica degli anni ’70. Così nasceva “Viaggio in seconda classe”. In questo frammento, Loy si finge un ex detenuto e nella carrozza incontra Alfonso, un contadino abruzzese dal sorriso gentile e dall’animo puro. Vive con 150 mila lire di pensione ogni due mesi, non sa leggere né scrivere — "tutti ci vedono e io non ci vedo", dice — e si rammarica di non poter leggere le fermate dei treni, affidandosi ogni volta alla gentilezza degli altri. A 100 anni dalla nascita, oggi #23ottobre, ricordiamo il regista che ha portato sullo schermo l’umanità.

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