Prima di Shanghai era numero 204 del mondo. Ventisette anni, una carriera passata tra Challenger e Futures, lontano dai riflettori. E oggi? Valentin Vacherot, monegasco, ha scritto una delle pagine più incredibili nella storia del tennis: ha vinto il Masters 1000 di Shanghai, battendo in finale… suo cugino, Arthur Rinderknech. Non doveva neanche essere lì. Non aveva la classifica per entrare nelle qualificazioni — ci è finito solo perché nove giocatori davanti a lui si sono ritirati. Da lì in poi, un sogno a occhi aperti: ha eliminato Bublik, Machac, Rune e perfino Djokovic. Sette giorni da urlo, tra caldo, smog, ritiri e infortuni. Tutti cadevano, tranne lui. Ha giocato il miglior tennis della sua vita, sospinto da qualcosa che andava oltre la logica. Domani sarà numero 40 del mondo. Restare lassù sarà complicato — ma poco importa. Perché Vacherot ha già vinto tutto: la sua favola è già leggenda. Una delle sorprese più grandi di sempre. Una delle storie più belle che questo sport ci a...
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