#adv | C'è una sottile e affascinante linea rossa che lega il neorealismo italiano, il cinema iraniano e Nanni Moretti. Un rapporto tanto strano quanto emblematico che racconta di un cinema umanista, fatto di realismo e poesia, minimalismo e tragedia. Ali Asgari, giovane regista iraniano contemporaneo, conosce questa sottile linea rossa. Ama Rossellini quanto Nanni Moretti, e uno degli autori più importanti della storia del cinema: Abbas Kiarostami, tanto da citare, nel suo precedente film "Divine Comedy", la vespa di Nanni Moretti in "Caro Diario", che a sua volta citava la motocicletta del finale di "Close up" di Kiarostami. Insomma questo insieme di scatole cinesi, di rimandi e omaggi, trova nel nuovo film di Ali Asgari, "Un po' di luce", una forma matura. Un'opera che riprende il tema del suicidio già meravigliosamente raccontato in "Il sapore della ciliegia" di Kiarostami, riprende le stanze con quello stesso tragico minimalismo de "La stanza del figlio" di Nanni Moretti, e nel fr...
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